martedì 7 aprile 2015

Edgar Allan Poe e il procrastinare

procrastinazione

Procrastinare, rimandare, sfuggire alle cose che sono più importanti: chi non è afflitto da questo demone?


Una mirabile descrizione della procrastinazione è data da Edgar Allan Poe:

"L’impulso diventa volontà, la volontà desiderio e questo si trasforma in un incontrollabile anelito, anelito a cui egli soggiace (con suo dispiacere o mortificazione a dispetto di tutte le possibili conseguenze).Abbiamo di fronte un compito cui dobbiamo rapidamente adempiere, sappiamo che sarebbe rovinoso ritardarlo, la più importante crisi della nostra vita ci sprona, con squillo di tromba, a una energica, immediata azione. Bruciamo, siamo consumati dall'impazienza di cominciare il lavoro, nella previsione di un favorevole risultato, tutto il nostro animo è in fiamme. E necessario cominciare oggi e tuttavia rimandiamo tutto a domani… perché? Non c’è risposta, se non quella che ci sentiamo perversi, usando questa parola senza comprenderne il principio. Arriva l’indomani e con esso un’ansietà ancor più impaziente di fare il nostro dovere, ma con il crescere di questa ansietà arriva anche una esigenza di ritardare, oscura, decisamente paurosa in quanto insondabile, una esigenza che acquista forza man mano che gli attimi volano via. L’ultima ora per agire è vicina. Tremiamo per la violenza del conflitto che è dentro di noi ; del definito con l’indefinito ; della sostanza con le ombre, ma se la contesa è arrivata così avanti è l’ombra che prevale ; invano lottiamo; scocca l’ora ed è il rintocco funebre del nostro benessere, allo stesso tempo il canto del gallo per il fantasma che ci ha così a lungo atterriti. Esso fugge via ; sparisce ; siamo liberi, ritorna l’antica energia. Lavoreremo ora, ma, ahimè!, è troppo tardi!"

E' chiaro che le cose che rimandiamo sono quelle che ci mettono ansia, quelle che ci disturbano, ma in generale procrastinare vuol dire sfuggire alla realtà.

Invero, noi possiamo fare tutto quanto abbiamo stabilito di compiere, non c'è un reale impedimento, ma l'illusione che le cose cambino da sole ci impedisce di agire.

Rimandare non serve, le cose non si aggiustano da sole, bisogna per forza agire.

Come fare per non procrastinare? Come sconfiggere il demone del rimandare?

procrastinare

Non esiste la ricetta definitiva, ma solo dei buoni consigli tratti dall'esperienza e dagli studi di psicologi ed esperti.

Una delle tecniche più seguite è quella di spezzettare i compiti. Questo rende più facile il completamento di una faccenda che tendiamo a rimandare.

Un altro consiglio è quello di mettere in cima alla lista delle cose da fare, quella più sgradevole. Insomma prendersi l'impegno di svolgere il compito meno gradito per primo, come se si trattasse di una amara medicina.

Una volta svolto il compito che non ci piace, darsi un premio, concedersi una pausa.

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Banalità? Forse.


Certo è che il rimandare provoca guasti enormi nella nostre vite. I problemi non vengono mai affrontati e restano irrisolti.

Il procrastinare, poi può provocare danni anche seri. immaginate chi per paura, rimanda esami medici e poi scopre di essere ammalato quando è troppo tardi.

Come poi non pensare agli studenti, le vittime preferite della procrastinazione.

Soprattutto durante gli studi universitari è facile rimandare il momento dello studio. Le distrazioni sono tante, dallo sbirciare Facebook, al rispondere a una mail o a un messaggio, oppure concedersi un sonnellino o la visione del programma televisivo preferito. Fatto sta che spesso passano intere giornate in cui tra un rimando e un altro si arriva a sera senza che lo studio abbia fatto progressi significativi.

Conclusioni


Non procrastinare deve essere un impegno per non finire come dice Poe: "Lavoreremo, ora, ma ahimè! E' troppo tardi!"


Quali sono i vostri metodi anti procrastinazione?




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