giovedì 27 ottobre 2016

Content marketing: una nuova filosofia

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Il Content marketing è la moda del momento. Tutti coloro che un tempo si definivano blogger oggi, sono divenuti, come per incanto degli esperti di Marketing dei contenuti. Basta andare a fare un giro su Linkedin e leggere le competenze di chi per professione o per diletto scrive sul web, per ritrovare migliaia di esperti di strategia di diffusione di contenuti.
Content Marketing, Content Marketing, Content Marketing, sembra un mantra declinato all’infinito.
A questo punto viene da chiedersi: ma cosa è il Content Marketing?

Si fa prima a dire cosa non è :

Il content marketing non è una serie di strumenti web o strategie di pubblicazione che abbiano come obiettivo quello di far crescere fans o follower che invece è l’esatta definizione che verrebbe data dalla maggior parte delle persone cui verrebbe chiesto.
Il Content marketing è qualcosa di molto più potente ed intrigante.
E’ necessario, per dare un'esatta definizione di Content Marketing, spostare il punto di osservazione. Bisogna abbandonare il punto di vista di chi scrive per abbracciare quello del lettore. Chi scrive per il web, infatti, a meno che sia un’artista, condivide esperienze, diffonde sapere, esprime pareri, opinioni, recensisce prodotti, segnala disfunzioni, funge da divulgatore di alert per decine di situazioni.

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Tutto ciò che ho elencato si potrebbe tradurre con una sola parola: utilità.

Ebbene sì tutto ciò che circola sul web, per avere successo deve essere utile, deve avere valore per il lettore che acquisirà l’informazione, ma molto più spesso a sua volta la divulgherà, condividendo e diffondendo i contenuti facendoli diventare virali.
In maniera utomatica oltrea ai contenuti anche chi li scrive aumenterà la propria popolarità e autorevolezza. Uno scrittore affermato avrà un suo pubblico che lo seguirà fedelmente.
Il punto di partenza è però sempre lo stesso: l’attenzione per il lettore. Se chi legge , solamente sospetta che i nostri scritti possano avere altri fini allora ci abbandonerà per sempre.

La Filosofia del Content Marketing

Il Content Marketing parte, quindi da una ben precisa filosofia di base che è quella per cui si inseriscono sul web contenuti che siano utili per il lettore o per il cliente nel caso di un'azienda.
Bisogna concentrarsi esclusivamente sul contenuto, e pensare a come esso possa essere utilizzato dal lettore.
Lo sforzo di astrazione che dobbiamo compiere è quello di indossare completamente i panni di un potenziale lettore, cercare di ragionare come lui e verificare se quello che stiamo scrivendo sia utile.
Ritorno sul concetto di utilità. E’ questo il punto nodale, la chiave di volta del problema.
Se la filosofia di un curatore di contenuti è quella che abbiamo descritto e cioè il soddisfacimento del lettore viene da sè che il prodotto servito sotto forma di scritto deve essere presentato in bella forma.
Volendo parlare per metafore. il contenuto è assimilabile a una portata di un ristorante. Il cliente, per prima cosa valuta la qualità del cibo, la sua freschezza, come è cucinato. Subito dopo valuta l’ambiente e la presentazione del piatto. E’ chiaro che del buon cibo presentato pasticciato e in piatti sporchi suscita poco appeal. allo stesso modo un attento lettore del web valuta primariamente il contenuto e subito dopo come lo stesso viene presentato.
La forma, dopo il contenuto, ha la sua importanza.
Un testo ben formattato, con spaziature tali da renderlo leggibile sui vari device, dagli smartphone ai tablet, avrà sicuramente più successo di uno scritto con poca resa visiva. Curare i contenuti, quindi vuol dire anche esporre quello che si scrive in una forma e con regole di formattazione che lo rendano godibile alla vista e che ne facilitino la lettura.
E questa è una cosa che dobbiamo sempre tenere ben in mente.
Abbiamo detto tante cose, ma per ora non si ancora parlato di social, di tecniche SEO, di serp di Google o di spider.
Tutte cose importanti da conoscere ed approfondire, ma che spesso vengono confuse con il Content Marketing.
Molto spesso, il content marketing si riduce a una serie di comportamenti volti ad “acchiappare” clic, visualizzazioni e fans utilizzando in maniera a volte spregiudicata, gli strumenti tecnici, che oggi abbiamo a disposizione. La gara è scoprire tools sempre più efficaci atti a far diventare virali, ma in modo artificioso i nostri contenuti.
Attenzione, però con questo non voglio dire che chi cura i contenuti di un sito o di un blog aziendale o personale non debba conoscere gli strumenti più usati e i tecnicismi più efficaci. Diffondere e far conoscere quello che si scrive non è solo un’aspirazione legittima, ma un compito ben preciso di chi lavora nel campo del Content Marketing.
E’ importante, se non fondamentale, però avere da condividere e diffondere contenuti di valore, altrimenti tutti i nostri sforzi non solo sarebbero vani, ma potrebbero essere addirittura dannosi
E’ chiaro che chi padroneggia al meglio FacebookTwitter o Pinterest o anche chi conosce le tecniche SEO alla perfezione riuscirà a scalare le pagine di ricerca di Google e raggiungerà l’obiettivo di acquisire maggiore visibilità e di conseguenza i suoi contenuti saranno a disposizione di un maggior numero di persone, ma in questo modo sarà stato costruito un successo effimero.
Una volta scoperto che i contenuti che abbiamo davanti non servono a nulla o peggio se ci accorgiamo che l’articolo postato è privo di qualsiasi interesse se non quello dell’autore di carpire qualche “impression” o clic, allora tutti gli sforzi per diffusione diventerebbero un boomerang che distruggerebbe le nostre aspirazioni di scrittori ancor prima di cominciare.
Il successo arriderà, invece a coloro che produrranno contenuti utili ai lettori, a chi produrrà valore aggiunto e possibilmente unico.
Solo a questo punto ci verranno in soccorso tutti i tecnicismi per diffondere e far conoscere quello che scriviamo o descriviamo.
Una volta stabilita questa filosofia di base, si smetteranno i panni dello scrittore per indossare quelli dello stratega di content marketing.
Social Media

Una volta che i nostri contenuti siano scritti e postati, comincia la nostra opera di strateghi. E qui che non dobbiamo aver paura di imparare e di fare esperimenti. Non tutte le ricette sono valide per tutti, anzi molto spesso accade che cose che funzionano alla perfezione in un contesto e con certo tipo di pubblico si rivelano dei flop completi in altre situazioni.
Esistono, però delle regole di base che un aspirante curatore di contenuti deve conoscere ed applicare. Una sorta di Dieci Comandamenti del Content Marketing. Come quelli biblici essi devono essere strettamente osservati per non vedere vanificati tutti i nostri sforzi compiuti per scrivere del testo efficace.

I 10 comandamenti del perfetto stratega del Content Marketing

  1. Ricerca di parole chiavi
  2. Leggere gli articoli dei competitor e apprendere da loro
  3. Analizzare i risultati dei post verificando con google analytics o altri strumenti di analisi quello che funziona e cosa non funziona nel vostro sito o blog e prendendo di conseguenza gli opportuni provvedimenti.
  4. Costruire relazioni con gli influencer senza essere fastidiosi o spammosi. Non sempre questo punto è di facile realizzazione, spesso, infatti gli influencer non sono così propensi a dare visibilità agli altri, anzi delle volte si rinchiudono in inespugnabili torri d’avorio nelle quali colloquiano solo con i loro pari. Tentare comunque di entrare nelle grazie di coloro che orientano gusti e passioni nel web o di chi veramente esperto del nostro settore un punto di fondamentale importanza.
  5. Fare una seria analisi SEO, utilizzando gli strumenti più semplici che possano farci rendere performante il nostro sito e/o blog.
  6. Condividere il post, anche più volte sfruttando i maggiori canali social. Tirare fuori una vera e propria strategia di marketing. Anche in questo caso è utile osservare come e quando postano i leaders del vostro settore.
  7. Costruire contenuti virali, citando influencer e grandi marchi sperando che i vostri contenuti vengano ricondivisi. Questo è un punto che è diretta conseguenza del punto 4. Una volta stabilita, anche se epidermicamente una certa interazione con un influencer diventa facile chiedere di ricondividere i nosri scritti. Tutto questo deve avvenire sempre con gentilezza e discrezione
  8. Avere un calendario editoriale. Una programmazione dei post di almeno tre settimane è ‘ideale per raggiungere il massimo dell’efficacia
  9. Inserire delle Call to Action.
  10. Curare con pignoleria i contenuti visuali
Nei prossimi post, che vi prego di non perdere, entrerò più nel dettaglio per segnalarvi gli strumenti che conosco e quelli che personalmente utilizzo per ognuno dei punti del decalogo.


Conclusioni

Non esiste strategia senza contenuto. E’ questo l’assioma che deve guidare le nostre azioni e il nostro scrivere. Attenzione rivolta quasi esclusivamente al lettore e poi apprendimento e messa in opera della tecnica del Content Marketing.
Siete d’accordo con me?

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