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mercoledì 29 aprile 2015

Come le parole influenzano la nostra vita

"In principio era il Verbo..."


Le parole possono incidere sulla nostra vita?
La risposta è sicuramente affermativa. 


I nostri mattoni: le parole

Ognuno di noi utilizza un certo numero di parole per esprimersi. In genere sono poche centinaia le accezioni che usiamo per esprimere i nostri pensieri e per comunicare con gli altri. Le parole, quindi sono lo strumento per esplicitare i nostri pensieri, le nostre emozioni, i nostri sentimenti.

E' sufficientemente chiaro che più è ricco il vocabolario che utilizziamo, maggiore è il numero di rappresentazioni possibili.

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Il funzionamento emozionale

Quando dobbiamo descrivere un nostro stato d'animo scegliamo la parola che ci sembra più appropriata e la prendiamo dal nostro personale vocabolario emozionale. Ad esempio se ci rovesciamo una tazza di caffè sul vestito "buono" o se nostro figlio prende un cattivo voto a scuola potremo dirci arrabbiati.

 Questa parola, piuttosto generica, viene così associata a due eventi diversi che hanno un differente impatto sulla nostra persona.

Cerco di essere più chiaro.


Tutto ciò che ci accade sia di positivo che di negativo, impatta sul nostro umore. Utilizzando le stesse parole per due cose che hanno diverso peso, le portiamo invece allo stesso livello. Tornando all'esempio precedente, il cattivo voto a scuola di nostro figlio potrebbe meglio definirsi come delusione, piuttosto che fastidio mentre la macchia di caffè come sbadataggine. Ampliando il vocabolario riusciremo a controllare meglio le emozioni correlate alle parole.
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Cambiare la percezione con le parole

Può sembrare strano, ma il meccanismo del nostro cervello agisce proprio in questo modo: la percezione di quanto ci accade cambia se ridefiniamo il nostro stato d'animo con altre parole.

Un cambiamento di parole porta automaticamente a un cambiamento di come percepiamo la realtà.

Chiaramente il meccanismo deve essere utilizzato per scontornare emozioni negative portandole a un livello inferiore anche se il meccanismo, in realtà funziona anche all'inverso, per cui una "sciocchezza" potrebbe essere percepita come una catastrofe se definita in tal modo.

parole

Incrementare il vocabolario

Il segreto per sfruttare al meglio il potere della parola è aumentare il numero di parole conosciute.
 In pratica si tratta di studiare il vocabolario.

Conoscere più parole serve a meglio comprendere  e a esprimersi comunicando in maniera più incisiva ed efficace.

Un servizio utile è quello offerto dal sito:Una Parola al Giorno che recapiterà ogni giorno nella nostra casella di posta elettronica una parola nuova spiegata e commentata.


Qui, però stiamo parlando del vocabolario delle emozioni. Incrementare il numero di parole descrittive di sentimenti ci serve a rappresentarle  utilizzando un maggior numero di sfumature.

Whalt Whitman

La metafora del pittore

Per meglio descrivere tale processo potremmo utilizzare quella che è la metafora del pittore.
Immaginate, per un attimo un pittore, che abbia a disposizione per le sue opere solo pochi colori. Le sue opere sarebbero piatte, brutte e poco comunicative. Un artista che , invece avesse a disposizione centinaia di colori potrebbe efficacemente rappresentare la realtà.
Allo stesso modo più parole consentono una migliore descrizione di se'.

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Esperimento

Provate a essere coscienti  di una vostra emozione. Definitela a parole come avete fatto sempre a analizzate come vi sentite. Provate poi a chiedere a qualche vostro amico come definirebbe la stessa situazione, utilizzate le stesse parole e vedete se cambia la vostra percezione del problema.

Conclusioni

Le nostre reazioni emotive possono cambiare se esse vengono descritte con parole diverse. Le parole hanno in sé un potere immenso e sconosciuto. 

Quali sono le vostre strategie per conoscere un maggior numero di parole?







mercoledì 12 novembre 2014

Cambiare abitudini senza cambiare il cervello

EinsteinOgni uomo che legge troppo e usa il suo cervello troppo poco cade in pigre abitudini di pensiero.
Albert Einstein




Richard Bandler insieme a John Grinder è stato il padre fondatore della PNL, la Programmazione Neuro Linguistica.
Sebbene non sia riconosciuta dal mondo accademico e scientifico la PNL ha avuto e ancora attualmente ha un grande successo.
La fama della PNL sta tutto in ciò che promette e cioè miglioramento personale, cambiamenti rapidi e duraturi, apprendimento veloce.
Una panacea, quindi quella descritta da Bandler e Grinder.


Vediamo come funziona la PNL.


Secondo le teorie di Bandler, il cervello umano impara in fretta e per ripetizioni.


Il software del cervello

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Al presentarsi di una determinata situazione, il cervello innesca uno schema comportamentale che memorizza in una precisa area, per cui quando quella stessa situazione si ripresenta viene richiamato il programma memorizzato e lo stesso viene eseguito.
In pratica il cervello si auto programma.
Questo meccanismo è utile nella maggior pare delle vicende della vita, basti pensare alla guida, dove in maniera automatica, conduciamo l'auto, parliamo col nostro vicino o al  telefono. Il cervello ha schematizzato alcune situazioni standard e le esegue senza che ci sia un apparente comando.

L'attivazione di un certo tipo di programma all'interno del nostro cervello può, in alcuni casi, rivelarsi deleterio.

Può succedere, infatti che la reazione a un determinato ripetersi di una situazione ci porti stress, ansia, preoccupazione o paure.
 E' proprio l'esempio delle fobie quello più calzante. Il cervello, infatti ha imparato, magari in una sola volta ad innescare un comportamento di paura o angoscia al presentarsi di una situazione che possa essere la comparsa di un cane o il prendere l'ascensore.

tempo-pnl

Il cervello, quindi ha imparato e memorizzato una schema comportamentale che si attiva automaticamente al presentarsi della situazione.
La PNL si propone proprio questo, capire come si è creato lo schema nel nostro cervello e cambiarlo in modo che la risposta dello stesso sia diversa al presentarsi della stessa situazione o evento.


Una vera e propria riprogrammazione!


Nel corso degli anni sono stati molti gli studiosi che hanno approfondito le tecniche di Bandler e Grinder e tanti di loro  hanno criticato aspramente metodi e conclusioni della PNL.

Numerosi, però sono ancora coloro che applicano, con ottimi risultati, i dettami di Bandler e Grinder.
C'è da capire che gli stessi fondatori della PNL  non hanno mai preteso di trovare complicate spiegazioni scientifiche ai loro metodi, hanno sempre e solo ammesso che gli stessi funzionavano e questo a loro bastava.

da vinciLe lacrime vengono dal cuore e non dal cervello
Leonardo da Vinci


Questo un necessario preambolo prima di vedere nello specifico cosa dice la PNL e toccare con mano gli esperimenti e gli esercizi da compiere per apprenderne la tecnica.
A presto!